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	<title>Il Territorio</title>
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		<title>Si profilano momenti difficili per la Sanità nell’Alto Vastese. Preoccupazioni del dott. Quinzii.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 16:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergiodininni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dott. Giuseppe Quinzii, in rappresentanza dei medici di base,  è stato convocato qualche giorno fa  a Pescara dal Commissario alla Sanità dott.ssa Baraldi...
Rodrigo Cieri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/09/sanita_ambulanza.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-674" title="sanita_ambulanza" src="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/09/sanita_ambulanza-300x216.jpg" alt="sanita_ambulanza" width="300" height="216" /></a>Il dott. Giuseppe Quinzii, in rappresentanza dei medici di base,  è stato convocato qualche giorno fa  a Pescara dal Commissario alla Sanità dott.ssa Baraldi che ha illustrato ai presenti le linee di riforma sanitaria che sarebbe più conveniente chiamare tagli.</p>
<p>La Giunta regionale procede al trotto perché deve dimostrare al Governo centrale di saper rientrare, entro pochi mesi, nei costi.</p>
<p>Ѐ noto che alcuni ospedali dell’interno sono stati cancellati. Il calcolo della Giunta regionale è soprattutto ragionieristico, ma c’è anche un calcolo che risponde al peso politico dei potenti di turno: in extremis il presidente Chiodi ha salvato l’ospedale di Sant’ Omero, della sua zona, e il consigliere regionale De Fanis ha salvato quello di Atessa. Hanno fatto bene; non mi permetterei di dire che devono seguire la stessa sorte degli altri. Rimarco che gli ospedali sono stati salvati per il peso politico dei rappresentanti del territorio, quel peso politico che non c’è nel Vastese dopo l’uscita di scena di “Zio Remo”, insostituibile e, difatti, non ha eredi. Tutto il Vastese è debole e, come è prevedibile, la sorte peggiore è riservata alla zona interna.</p>
<p>Preoccupato il dott. Quinzii prevede che a brevissimo tempo, visto che si procede al trotto, se non al galoppo, si metterà mano ai servizi di Guardia medica: quella di Celenza, finora tenacemente difesa, rischia  con alta probabilità di essere cancellata. E così si farà capo a</p>
<p>Castiglione M. Marino con tutti i timori e i disagi, soprattutto d’inverno,  da sempre paventati. Si fa un calcolo di abitanti che in ogni paese tende a diminuire e non si fa il calcolo del’aumento del numero dei paesi e delle distanze chilometriche.  Una cosa è una Guardia medica per un numero di 10.000 abitanti in un unico agglomerato,  altra cosa è per un numero di 6.000 abitanti sparsi in 6 comuni con frazioni.</p>
<p>Ci conforterà almeno il servizio 118 in zona? Lo speriamo  ardentemente.</p>
<p>Una certa amarezza mista a timore il dott. Quinzi manifesta per la possibilità che alcuni comuni dell’interno potrebbero essere aggregati per il servizio di medicina di base. Ad esempio in un comune dell’Alto Vastese può essere istituito  un centro, con più medici, ove  il paziente deve recarsi per la tradizionale visita e cura ambulatoriale.</p>
<p>Ѐ facile immaginare il disagio dello spostamento, si pensi all’anziano  soprattutto. Ma si fa un’altra considerazione: quel rapporto personale di fiducia tra medico e paziente a cui siamo tutti abituati verrebbe meno per una forma di spersonalizzazione.</p>
<p>Ecco le conseguenze di una politica sanitaria ragionieristica.</p>
<p>Le Comunità Montane non hanno raggiunto lo scopo per cui sono nate; le Unioni dei Comuni avranno lo stesso destino.</p>
<p>Forse è il caso di pensare seriamente alla fusione dei Comuni.</p>
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		<title>Celenza:la pubblicazione degli atti via internet non significa trasparenza</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 19:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergiodininni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'Albo Pretorio è il luogo del municipio dove si affiggono atti, documenti o avvisi che devono  pubblicati...
Rodrigo Cieri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/08/internet2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-670" title="internet2" src="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/08/internet2-300x200.jpg" alt="internet2" width="300" height="200" /></a>L&#8217;Albo Pretorio è il luogo del municipio dove si affiggono atti, documenti o avvisi che devono  pubblicati, cioè portati a conoscenza di tutti i cittadini; rende &#8220;trasparente&#8221; l&#8217;azione della pubblica amministrazione; è il mezzo di pubblicità previsto dalla legge. La pubblicazione degli atti via internet osannata in comizio dal sindaco non è nuova e non  significa trasparenza.</p>
<p>Dal 1  gennaio 2010 ( Legge 18/06/2009 n. 69, art. 32) l&#8217;albo pretorio si trasforma e diventa &#8220;virtuale&#8221;. Tutti i documenti e gli atti che devono essere divulgati  sono resi pubblici tramite Internet. Di conseguenza non ci saranno più le affissioni nella tradizionale bacheca perché le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale. La data comunque è stata rinviata di qualche anno.</p>
<p>Non cambiano le regole, quindi,  ma cambia lo strumento: al posto del documento stampato e affisso all’albo pretorio c&#8217;è un sito web.</p>
<p>La nuova amministrazione ha potenziato e migliorato il sito web creato dall’amministrazione precedente, ma non ha inventato la trasparenza, che è tutt’altra cosa.</p>
<p>La trasparenza, perciò,  non va confusa con la pubblicità, anche se per la democrazia è fondamentale che gli atti e i documenti amministrativi siano conosciuti.</p>
<p>La trasparenza, che significa qualità di ciò che è chiaro ed esplicito e manifesto,  si contrappone a tutto ciò che viene nascosto per favorire interessi personali e di gruppo. Perciò essa comporta  una esigenza “di chiarezza, di comprensibilità, di non equivocità della pubblica Amministrazione la quale assume le misure più idonee per consentire al cittadino l’accesso agli atti e di avvicinarsi alle istituzioni. Una buona amministrazione garantisce al cittadino imparzialità  e razionalizzazione della spesa.</p>
<p>La pubblicità è solo un elemento della trasparenza, ma non  coincide con essa, è un aspetto  dell’organizzazione amministrativa. Se l’amministrazione, ad esempio,   pubblica un atto  in un giorno in cui nessuno lo va a leggere, fa pubblicità  ma non  trasparenza.</p>
<p>Anche l’accesso agli atti, per il quale l’amministrazione celenzana crea difficoltà,  costituisce un elemento della trasparenza. Se viene consentito l’accesso  ad un atto incomprensibile oppure si vieta o si rinvia quanto più possibile l’accesso ad un documento, come ad esempio agli atti del consiglio comunale, non si fa trasparenza perché vengono a mancare le caratteristiche fondamentali della chiarezza e della comprensibilità.</p>
<p>Siccome l’accesso comunque è  uno strumento della trasparenza, esso è dovuto ai cittadini, ovviamente interessati, e sempre ai consiglieri comunali, senza alcuna limitazione. Non è trasparente l’amministrazione che non ottempera a questi principi.</p>
<p>Ogni amministrazione dovrebbe riflettere sul fatto che il suo operare più o meno trasparente condiziona il comportamento del cittadino. Un’amministrazione dimostra intelligenza politica se crea le condizioni  per un  comportamento costruttivo dell’opposizione</p>
<p>Perché gli  appalti pubblici e l’affidamento dei lavori devono essere trasparenti? Perché  i concorrenti devono essere posti in condizioni paritarie e vanno evitati i favoritismi.</p>
<p>In conclusione la trasparenza è qualcosa di più  specifico rispetto all’accesso agli atti ed alla loro pubblicità in quanto evidenzia  la visibilità e la comprensibilità sia dell’azione sia dell’organizzazione amministrativa.</p>
<p>L’amministrazione deve capire che la trasparenza vera giova ai cittadini e soprattutto a se stessa ed è  uno strumento di crescita per tutti.</p>
<p>Rodrigo Cieri</p>
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		<title>San Giovanni Lipioni: pomeriggio di emozioni e ricordi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 14:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emir</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il pomeriggio del 14 agosto sarà a lungo ricordato e lascia il segno dapprima con i momenti emozionanti vissuti dai  Sangiovannesi e dagli amici di Cesare  che gli hanno organizzato, in suo onore,  il memorial al campo sportivo e poi con il tuffo nel passato in piazza tra i mestieri d’altri tempi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/08/sangiovanni_feat.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-662" title="sangiovanni_feat" src="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/08/sangiovanni_feat-300x176.jpg" alt="sangiovanni_feat" width="300" height="176" /></a>Il pomeriggio del 14 agosto sarà a lungo ricordato e lascia il segno dapprima con i momenti emozionanti vissuti dai  Sangiovannesi e dagli amici di Cesare  che gli hanno organizzato, in suo onore,  il <em>memorial</em> al campo sportivo e poi con il tuffo nel passato in piazza tra i mestieri d’altri tempi.</p>
<p>La manifestazione, che  è stata molto gradita a San Giovanni perché patria di Cesare, scomparso il 15 maggio 2010, all’età di 59 anni, ha avuto il momento clou nella celebrazione della messa, in suo suffragio, al campo sportivo. Una targa ricordo è stata consegnata  alla gentile signora dal presidente dell’Associazione Culturale Senectuti Reventia, prof. Costantino Felice. Commossi famigliari, paesani e quegli amici celenzani con i quali Cesare è stato protagonista nei campi di gioco con l’A.S.TRI. Celenza quando aveva intrapreso, negli anni ’70, il campionato di categoria e che ricordano il suo impegno, la sua classe e la sua lealtà. Il torneo di calcio a tre squadre con “le vecchie glorie”, in suo onore, è stato vinto da Torrebruna impostasi su Celenza e San Giovanni.</p>
<p>Un viaggio tra i mestieri d’altri tempi è stato vissuto sulla piazza, dove  una fila di baracche riproduceva le antiche botteghe artigiane o ambienti domestici di lavoro.</p>
<p>Anziane signore si facevano ammirare al telaio o a filare la lana con la spola e la conocchia con la classica abile mossa del bagnare con la lingua. Un’altra signora mostrava come si faceva una volta il formaggio “a mano” e distribuiva il “macciocco” . Aggirandosi tra le baracche il dott. Mario Palazzo intervistava i protagonisti che  spiegavano  lo svolgimento dei mestieri: lavori in rame, cesti e sedie, tegole in cotto, scarpe da riparare o confezionare ex novo,  tempi e modi per tosare le pecore. Non è sfuggito a nessuno l’atteggiamento del bambino incredulo e intenerito davanti alla pecora che attendeva paziente di essere liberata dal suo manto di lana.</p>
<p>La  collaborazione organizzativa delle Associazioni Pro Loco e Senectuti Reverentia, con finalità di beneficenza tendente all’acquisto di un ecografo per le RSA di Celenza e San Giovanni da servire al territorio, è stata premiata dal successo pieno.</p>
<p>Non poteva mancare la chiusura della serata  con cena a base delle tradizionali  “<em>pallotte casce  e ove</em>” spiccanti sul vassoio e andati a ruba.</p>
<p>Comprensibile la soddisfazione del sindaco Aurore Rossi: quando il popolo si diverte tutto, anche il capo gioisce.</p>
<p>Rodrigo Cieri</p>
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		<title>Tufillo: presentato il libro “Tufillo, itinerari di visita e profilo storico” di Ernano Marcovecchio e Giovanni Artese</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 14:34:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emir</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il libro in 80 pagine condensa due aspetti chiari: un itinerario turistico tra arte, urbanistica e natura e una sintesi storica dalle origini ad oggi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/08/librotufillo_screen.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-661" title="librotufillo_screen" src="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/08/librotufillo_screen-300x237.jpg" alt="librotufillo_screen" width="300" height="237" /></a>Il libro in 80 pagine condensa due aspetti chiari: un itinerario turistico tra arte, urbanistica e natura e una sintesi storica dalle origini ad oggi. Esso offre una identità del paese e il sindaco Marco Monaco, come ha dichiarato nel suo intervento di saluto e ringraziamento, intende  utilizzarlo per entrare  nel circuito dei borghi più belli d’Italia e inviarne copia a tutti i cittadini compresi i residenti all’estero.</p>
<p>La speranza, secondo il parroco don Rino, è che l’opera certosina, con i suoi itinerari, memorie e aperture al futuro, possa contribuire a portare più gente a Tufillo, dove ogni visitatore  è affascinato dal portale della Chiesa di Santa Giusta.</p>
<p>Da navigato giornalista e moderatore Orazio Di Stefano ha stimolato i due autori ed anche il pubblico interessato con domande, oltre che sulle finalità dell’opera, anche su alcuni passaggi storici più complessi.</p>
<p>“Innanzitutto – ha affermato Ernano Marcovecchio – è importantissimo credere in se stessi. Non possiamo credere che non abbiamo nulla ; se uno ha costruito nel passato, un altro  può costruire anche oggi. Dobbiamo meritarci un apprezzamento ponendoci degli obiettivi   che pensiamo di raggiungere”.</p>
<p>Vicende alterne si sono avute nel Medio Evo legate alla storia del territorio: hanno lasciato il segno nella vallata del Trigno i Longobardi del Ducato di Benevento, i Benedettini, i Cistercensi e gli Agostiniani.</p>
<p>La guerra dell’ottobre novembre del ’43, che ha visto questa parte della vallata del Trigno teatro del fronte in cui si opponevano tedeschi in ritirata e l’VIII Divisione Indiana, ha cambiato molte cose, perché con la guerra nulla è come prima.</p>
<p>Tufillo si spopola come gli altri comuni  che guardano la vallata dl Trigno, ma anche nel passato si è registrato lo spopolamento. Un aumento di popolazione si ebbe con gli Albanesi, ma oggi, per lo sviluppo economico costiero, si ricerca nelle cittadine della costa una vita più gradevole, quindi incide fortemente la componente psicologica; occorrono motivazioni forti per restare e affrontare il pendolarismo.</p>
<p>Il futuro è aperto a molte possibilità, se si pensa che l’Italia è stata fatta 150 anni fa e si festeggia l’evento, ma gli Italiani non sono ancora fatti. Il Meridione, che sotto i Borboni aveva una sua politica estera ed economica, è stato conquistato ed ha reagito in parte con il brigantaggio domato, almeno quel gruppo facente capo a Pomponio di Liscia, dal brigadiere dei carabinieri Chiaffredo Bergia.</p>
<p>Le motivazioni della elegante costruzione del palazzo Bassano si devono al fatto che il marchese viveva a Napoli ma voleva, in proporzione al suo potere economico, imitare  il re di Napoli che aveva fatto costruire palazzi e regge, come quella di Caserta. Proprio al ‘700 risale l’attuale assetto urbanistico di Tufillo.</p>
<p>Negativa è stata la separazione del Molise dall’Abruzzo: essa ha comportato innanzitutto un nuovo impianto amministrativo, stradale e di servizi vari che ha interrotto quei legami, ad esempio matrimoniali, con i paesi dirimpettai del Molise, come Montemitro.</p>
<p>Insegna qualcosa la storia? Nel 1912/13 era stato approvato il progetto per la costruzione della ferrovia da San Salvo a Boiano: non è andato in porto per gelosia, campanilismo e richieste assurde dei Comuni che non si sono messi d’accordo sulle stazioni. Si pensi che il primo tedesco in motocicletta,  giunto a Celenza qualche giorno prima dell’occupazione iniziata il 15 ottobre del ’43, chiedeva informazioni, con carta topografica in mano, sulla stazione ferroviaria in prossimità di Canneto.</p>
<p>L’associazione dei Feudi del Trigno, nata dall’idea di Ernano Marcovecchio quando era sindaco, aveva visto la partecipazione entusiastica dei molti comuni dirimpettai del fiume Trigno convinti di mettere insieme, a fini turistici soprattutto, le risorse per far conoscere i propri tesori artistici e naturali.</p>
<p>Superare le difficoltà odierne è compito dei politici, ma anche la classe intellettuale è in difficoltà.</p>
<p>Bisogna che i Comuni si guardino ed operino come un comune unico, questo è il messaggio finale dell’incontro per invertire la tendenza allo spopolamento.</p>
<p>La lettura del libro, piacevole e scorrevole, grazie anche alle preziose fotografie, dà la sensazione di compiere un viaggio immaginario tra i tesori artistici e gli itinerari interni e naturali del territorio di Tufillo oltre che proiettarci nella vita d’altri tempi. Come guida durante un giro turistico è uno strumento prezioso per apprezzare meglio questo paese dall’impianto urbanistico-architettonico originale e interessante e far gustare quei particolari artistici descritti con competenza e dettati da sensibilità e attenzione alle cose belle.</p>
<p>Rodrigo Cieri</p>
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		<title>Piccola &#8220;bagarre&#8221; tra il sindaco e il presidente della Pro Loco di Castelguidone</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 21:59:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergiodininni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Notizie apparse sulla stampa locale hanno collegato la lettera del sindaco di Castelguidone sui rapporti Amministrazione comunale – Pro Loco con il malore che ha colto la presidente della stessa Associazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/08/cicchillitti1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-652" title="cicchillitti1" src="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/08/cicchillitti1.jpg" alt="cicchillitti1" width="285" height="320" /></a>Notizie apparse sulla stampa locale hanno collegato la lettera del sindaco di Castelguidone sui rapporti Amministrazione comunale – Pro Loco con il malore che ha colto la presidente della stessa Associazione. In realtà i due eventi non sono collegati. Infatti la missiva è stata consegnata alle 9,30 del mattino del 13 agosto scorso (come dimostra la dichiarazione del messo comunale sottoscritta dalla ricevente) ed il malore ha colto la dottoressa Di Stefano in tarda mattinata. Inoltre la lettera (che si allega al presente comunicato) non ha contenuti personali diretti alla presidente, ma dettaglia in modo circostanziato fatti e politiche messe in atto dall’intera Pro Loco di Castelguidone.</p>
<p>Il sindaco, nell’augurare una pronta guarigione alla dottoressa Di Stefano, ribadisce che il provvedimento assunto dall’Amministrazione comunale è derivato da quanto la stessa Pro Loco ha voluto mettere in atto, nonostante la natura e lo statuto di tale associazione prevedano una stretta collaborazione con il Comune per fini istituzionali e di promozione turistica e culturale. Del resto la gran parte degli statuti prevedono la presenza d’ufficio del sindaco pro tempore nel direttivo. Lo statuto di Castelguidone non prevede tale presenza e né il sottoscritto ha voluto aderire individualmente proprio per evitare forzature, ma ciò non vuol dire che l’Amministrazione deve diventare bersaglio costante dell’Associazione. Che collaborazione ci può essere a Castelguidone dopo quanto la Pro Loco ha fatto e sta facendo contro l’Amministrazione ? E che collaborazione ci può essere se il sindaco è addirittura costretto a chiamare i carabinieri perché viene fisicamente minacciato nel suo ufficio dai dirigenti della stessa Associazione ? E soprattutto che collaborazione ci può essere se non vengono  forniti documenti che il sottoscritto richiede come sindaco? Sul sito del giornalista Francesco Bottone (che sa sempre tutto e ben prima degli interlocutori istituzionali) si legge che la presidente Di Stefano avrebbe dato disposizione di non riconsegnare i locali. Speriamo che così non sia. Ma se è vero, è chiaro che il Comune farà quanto le leggi prevedono per tradurre in fatti la dichiarata volontà amministrativa. Del resto tutti possono comprendere che il provvedimento emesso e contenuto nella lettera del 12 agosto è motivato e soprattutto determinato dall’ostilità nei confronti dell’Amministrazione comunale da parte della Pro Loco, che si invita nuovamente ad abbandonare atteggiamenti e finalità politiche, per occuparsi di concerto col Comune di turismo e cultura, come prevedono lo statuto e le leggi che regolano la materia.</p>
<p> </p>
<p>                                                                                              IL SINDACO DI CASTELGUIDONE</p>
<p>                                                                                                          MARIO CICCHILLITTI</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Torrebruna: Sagra del Tartufo come evento storico e immagine unitaria.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 21:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergiodininni</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[La Sagra del Tartufo a Torrebruna, organizzata dall’Associazione Culturale Corvara, alla XV edizione, ha “sbancato”; alle 21,30 dell’11 agosto non c’era più posto. Quasi 2.000 pasti a serata, e ne sono state quattro, fanno rimanere a bocca aperta.
Rodrigo Cieri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/08/DSC07235.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-648" title="DSC07235" src="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/08/DSC07235-300x225.jpg" alt="DSC07235" width="300" height="225" /></a>La Sagra del Tartufo a Torrebruna, organizzata dall’Associazione Culturale Corvara, alla XV edizione, ha “sbancato”; alle 21,30 dell’11 agosto non c’era più posto. <strong>Quasi 2.000 pasti a serata</strong>, e ne sono state quattro, fanno rimanere a bocca aperta.</p>
<p>La sagra ha assunto ormai una <strong>dimensione regionale</strong> – ed oltre se si pensa agli appassionati molisani- &#8211; ed anche la visita dei politici a vario livello istituzionale è d’obbligo: il senatore Di Stefano e l’on. Costantini, ad esempio, accompagnato dal cons. regionale Palomba.</p>
<p>Un prodotto tipico e ricercato di questo comune dell’Alto Vastese è sfruttato a dovere e offerto nelle  <strong>specialità</strong> più varie   che sono un forte richiamo perché appetitose e <strong>gustate al fresco della montagna</strong>. All’ascolto della musica si aggiunge la possibilità di acquisto di prodotti tartufati presso i chioschi dislocati ai margini della piazza.</p>
<p>Trovo molta disponibilità e cortesia  al punto informazioni. Gli amici torresi sono soddisfatti e per l’evento ormai storico il paese si riconosce e si presenta unito.</p>
<p>In campo politico amministrativo la minoranza svolge il suo normale doveroso impegno di opposizione costruttiva ed è rispettata; anche a richiesta verbale ottiene nell’immediato i documenti richiesti. Questo non avviene a Celenza.</p>
<p>Rodrigo Cieri</p>
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		<title>I “maestri” sono chiamati a capire e a spiegare</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 22:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emir</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Don Domenico Campitelli nell’omelia per Denis ha fatto molti riferimenti. Il più bello, per chi crede, è stato quello alla Madonna, Madre di Dio, che ha dovuto piangere il figlio, il suo unico, adorato e giovane figlio.
Ods]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><a href="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/08/pieta-michelangelo.jpg"></a><a href="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/08/omelia_feat.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-643" title="omelia_feat" src="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/08/omelia_feat-300x117.jpg" alt="omelia_feat" width="300" height="117" /></a>Don Domenico Campitelli nell’omelia per Denis ha fatto molti riferimenti. Il più bello, per chi crede, è stato quello alla Madonna, Madre di Dio, che ha dovuto piangere il figlio, il suo unico, adorato e giovane figlio. Il più profondo riferimento l’ha indirizzato “a noi maestri chiamati a capire e a spiegare perché un giovane muore”. E’ evidente che Don Domenico per maestri intendesse tutti coloro che hanno una responsabilità privata (genitori, fratelli maggiori, capi ufficio o capi officina) e/o una responsabilità pubblica (politici, sacerdoti, presidi, comandanti, direttori e presidenti di questa o di quella istituzione). In capo a questi “maestri” c’è la responsabilità di spiegare perché un giovane muore e perché – come ha detto lo stesso Don Domenico nell’omelia – “se è naturale che un figlio accompagni la sepoltura dei genitori, è innaturale il contrario”. Solo la fede, per chi ce l’ha, può dare risposte a quel mistero etereo ed eterno che è la morte improvvisa, inspiegabile ed assurda. Nel caso di Denis, i suoi stessi amici chiedono spiegazioni ulteriori. Ma sappiamo noi “maestri” cosa dire a questo ragazzi ? Sappiamo come approcciarli ? Sappiamo che cosa vogliono e di cosa hanno bisogno ? O abbiamo dimenticato di parlarci ? Noi “maestri” non conosciamo neanche il loro linguaggio. Basta andare su Facebook per vedere come scrivono: hanno addirittura un alfabeto tutto loro (in cui per esempio che diventa ke), hanno una facilità di relazioni che è impressionante (prima comunicano e poi si conoscono), fanno tardi la notte ed hanno uno strano rapporto con l’autorità (chiamano prof i professori, dando loro del tu contro il nostro sacrale Voi e scappano quando vengono inseguiti dalla polizia). Poi fanno tante altre cose, belle e strane nello stesso tempo: per esempio, mia figlia nel bel mezzo di questa tragedia, mi ha mandato un sms: Tvb. Cosa comunicano queste cose ? Mi pare – e vorrei sbagliarmi – la grande fragilità di una generazione che noi abbiamo allevata ed abituata ad avere tutto e per la quale le pompose “regole” sono ostiche. Ma alzi la mano un italiano al quale “le regole” vanno bene. Eppure le regole sono alla base del nostro ordinamento democratico. Esse aiutano la convivenza civile e tutelano i deboli (se un auto va veloce rischia di far del male ad una povera vecchia indifesa). Dunque le “regole” ci vogliono. E ci vuole anche chi le fa rispettare: carabinieri, vigili, poliziotti e genitori. Ma qui il punto è un altro. A questi ragazzi che si addormentano quando noi ci destiamo, il senso delle regole possiamo imporlo coercitivamente ? Al disagio sociale, possiamo rispondere con le sanzioni o con il codice penale ? O piuttosto bisogna “scendere” in mezzo a loro per parlarci, come hanno fatto alcuni vigili e un carabiniere, mentre il padre di Denis era dentro a colloquio col comandante. Chi oggi parla coi ragazzi alzi la mano !!! Noi da giovani, uscendo di casa, andavano in parrocchia, dove venivamo accolti un adulto – maestro o andavano nella sezione, dove ci accoglieva un altro adulto – maestro. Oggi dove vanno i nostri ragazzi ? Da quali adulti – maestri vengono accolti ? Ho potuto capire in quell’oretta in cui sono stato in mezzo agli amici di Denis in protesta davanti al comando dei vigili che questi nostri figli hanno anzitutto bisogno di parlare. Ma noi, maestri con responsabilità private e pubbliche, ci parliamo con loro ? O pretendiamo che ci ascoltino punto e basta ?</span></p>
<p><em>Orazio di Stefano </em></p>
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		<title>SAN SALVO: conferenza stampa sul tragico incidente</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 22:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emir</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina l’amministrazione comunale, in conferenza stampa, ha chiarito le dinamiche del tragico incidente avvenuto lo scorso sabato in località Piana Sant’Angelo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><a href="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/08/conferenzastampa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-635" title="conferenzastampa" src="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/08/conferenzastampa.jpg" alt="conferenzastampa" width="125" height="91" /></a>Questa mattina l’amministrazione comunale, in conferenza stampa, ha chiarito le dinamiche del tragico incidente avvenuto lo scorso sabato in località Piana Sant’Angelo. Il sindaco Gabriele Marchese, l’assessore al ramo Domenico Di Stefano e il Comandante della locale Polizia Municipale Silvana Paci hanno rinnovato le proprie condoglianze alla famiglia del ragazzo e precisato quanto segue: Avremmo potuto informare sui fatti prima di oggi per evitare dubbi ed equivoci, ma fino al giorno del funerale, nel rispetto del dolore della famiglia, abbiamo preferito tacere. Vogliamo ora entrare nel merito della dinamica dell’incidente perché intendiamo dare ogni contributo utile ad evitare che simili tragedie possano ripetersi e perché non possiamo più tollerare il linciaggio di coloro che si adoperano per garantire il rispetto delle regole. La Polizia Municipale non stava inseguendo i ragazzi. Stando agli atti ufficiali, due vigili si stavano recando alla marina di San Salvo quando sono stati richiamati dalla centrale di polizia municipale per fare da scorta ad un funerale. I due agenti sono arrivati sul luogo dell’incidente ad incidente già avvenuto. Sul posto sono poi immediatamente arrivati il comandante Silvana Paci ed altri vigili. Questi sono i fatti che risultano dagli atti, ma, come ha sottolineato il sindaco Marchese, noi tutti desideriamo che si faccia la massima chiarezza perché non possono esserci dubbi sull’operato delle forze dell’ordine e su una vicenda di una tale gravità e, poiché viviamo in uno stato di diritto, chiunque può far valere le proprie ragioni nei confronti delle autorità competenti. Sono stati giorni difficilissimi con momenti di straordinaria tensione che il Comandante della Polizia Municipale ha saputo gestire con grande disponibilità e professionalità. Se la visione della macchina dei vigili ha spaventato il ragazzo, non si può per questo mettere sotto accusa i due agenti che si trovavano a passare e, come sottolinea lo stesso Comandante Paci, all’intero corpo di polizia municipale si ribadisce la massima fiducia e il rispetto di un ruolo che impone per definizione di far rispettare le regole. E sul rispetto delle regole è fondamentale rinnovare a tutti l’invito alla massima responsabilità che devono assumersi le istituzioni tutte a cominciare dalla scuola fino a risalire alla prima e fondamentale cellula della società e “fonte prima” dell’educazione dei giovani che è la famiglia. Occorre educare al rispetto delle regole perché se esiste, come precisa l’assessore Di Stefano, una sacrosanta “cultura dei diritti”, esiste anche una ancora più fondamentale “cultura dei doveri”. Affinché i giovani abbiano una piena consapevolezza dei propri doveri occorrono azioni congiunte da parte di amministrazione, istituzioni e famiglie che vanno a prevenire le tragedie quali attività di educazione stradale che a partire dalle scuole coinvolgano anche le famiglie perché siamo tutti parte di una comunità che ha delle regole che vanno rispettate. L’amministrazione comunale rinnova tutto il suo impegno in questa direzione.</p>
<p><em>Ufficio Stampa e Comunicazione Comune di San Salvo</em></span></p>
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		<title>Lettera aperta al Ministro Remo Gaspari.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 15:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergiodininni</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Remo Gaspari e la fiducia tradita.
Tommaso Coletti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/07/remogaspari.jpg"></a><a href="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/07/GASPARI.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-532" title="GASPARI" src="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/07/GASPARI-300x199.jpg" alt="GASPARI" width="300" height="199" /></a>Remo Gaspari e la fiducia tradita.</p>
<p>Remo Gaspari è l’Abruzzo. L’Abruzzo con lei, caro onorevole, ha vissuto un momento di straordinario sviluppo, un periodo di grazia frutto dell’incontro di un grande partito, la democrazia cristiana, con un uomo concreto, capace di individuare soluzioni e risorse, forte di un consenso numericamente importante. Poi la fine della prima repubblica e l’avvento di una nuova stagione politica, non meglio della prima a ben  vedere, nella quale i moderati si sono divisi in più compagini politiche, sia di centro destra che di centro sinistra.</p>
<p>In quel momento lei è divenuto il padre nobile della nostra Regione per tutti, un ruolo non meno importante del passato; il riferimento dal quale apprendere in ragione dell’esperienza e con il quale confrontarsi sul futuro, sulle  possibilità di sviluppo, sulla prospettive della nostra regione.Il rappresentante principale della comunità abruzzese determinato, capace di navigare nei mari più tempestosi ,grazie alla sua lunga permanenza in transatlantico, di raggiungere  approdi insperati e, nel contempo, di rimanere con i piedi ben piantati a terra e  la mente sempre rivolta all’Abruzzo, ha un compito ben più importante che dedicare le proprie energie all’affannosa ricerca del suo delfino. Deve indicare la strada al ceto politico e lasciare che le qualità e le capacità si dimostrino attraverso i fatti cosi come è avvenuto per lei.</p>
<p>Credo, però, che il grande amore per la sua terra a volte l’ha tradita, come accade spesso nelle faccende sentimentali, sottoponendo lei e gli abruzzesi a cocenti delusioni. E’ naturale che questa o quella parrocchia la voglia dalla sua parte quale garante della bontà della propria azione amministrativa e politica, ma lei è stato un protagonista, sempre, e quelli, che richiama alle responsabilità, semplici figuranti che non contano nulla nei luoghi dove si assumono le decisioni: Mi creda, la comprendo: lei è un uomo di azione e vedere la sua Regione che progressivamente indietreggia le è insopportabile.</p>
<p>Ma quelli che hanno l’onore di essere da lei definiti amici dovrebbero applicare, nel loro modo di agire e di amministrare, moderazione e rispetto di un tessuto sociale che lei ha contribuito, in maniera importante, a costruire e consolidare nel tempo. Tutti possono commettere degli errori, da distinguere tra i veniali e gravi, ma la compagine politica alla quale appartengo non è stata e non starà zitta. Del resto lei ci ha insegnato che le direttive del governo nazionale, in molti casi, vanno mediate con le esigenze del territorio e nel centro destra fare questo è estremamente difficile per la struttura padronale del partito.  Lei se l’è guadagnata fra i cittadini. Nessuno l’ha scelta perché era fedele o obbediente. Per altri non è cosi!</p>
<p>Nel corso dell’ultimo consiglio regionale sul piano di riordino sanitario alla presenza dei sindaci e dei comitati alcuni dei suoi concittadini hanno gridato al Presidente Chiodi che lui sa molto bene quanto tempo si impiega dal casello autostradale per arrivare a Gissi visto che è venuto  a ringraziarla per il suo sostegno alle ultimi elezioni regionali. Le sue parole di sprono svelano la delusione che lei prova per gli attuali amministratori,. Un suo amico uccide una delle sue creature, il sistema sanitario della Regione Abruzzo, e appone i sigilli alla creatura che, forse, ama di più: l’ospedale di Gissi. Mi chiedo, lei avrebbe redatto il piano sanitario in totale solitudine senza ascoltare i territori? Mi chiedo,lei avrebbe riso in faccia a sindaci e cittadini esasperati come hanno fatto i consiglieri regionale di centro destra?. Mi chiedo se tutto questo è un comportamento da cattolici moderati.</p>
<p> Tommaso Coletti</p>
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		<title>Prove di &#8220;ricucitura&#8221; nel PD</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 10:23:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emir</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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C’è stato lunedì scorso il direttivo del Partito democratico, nel quale si è ampiamente discusso di come superare l’attuale “vacanza” al vertice, apertasi con le dimissioni di Vania Perrucci. Il segretario provinciale Camillo Di Giuseppe avrebbe proposto un comitato unitario che gestisse il partito per novanta giorni. La qual cosa sarebbe stata gradita è accettata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="470" align="center">
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<p><span><a href="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/08/bandiera.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-626" title="bandiera" src="http://www.ilterritorio.org/wp-content/uploads/2010/08/bandiera-300x300.jpg" alt="bandiera" width="300" height="300" /></a>C’è stato lunedì scorso il direttivo del Partito democratico, nel quale si è ampiamente discusso di come superare l’attuale “vacanza” al vertice, apertasi con le dimissioni di Vania Perrucci. Il segretario provinciale Camillo Di Giuseppe avrebbe proposto un comitato unitario che gestisse il partito per novanta giorni. La qual cosa sarebbe stata gradita è accettata dai vincitori dell’ultimo congresso: Antonio Boschetti, Arnaldo Mariotti e Luciano Cilli. Anzi questi ultimi si sono dichiarati disponibili anche a “superare” il risultato congressuale, cercando una “soluzione autorevole, purché gradita ad entrambi le aree presenti nella sezione”. Ovviamente i vincitori dell’ultimo congresso hanno chiarito che “non per ragioni personali, ma perché si tratta del candidato espressione della parte sconfitta, non può essere considerata soluzione unitaria Tony Mariotti”, che invece è stato riproposto da Giuliana Trivilini e sostenuto dall’area che lo aveva appoggiato, da cui si è però distinto colui che era stato il motore della coalizione pro Tony Mariotti e che era riuscito a farlo arrivare ad una incollatura dalla Perrucci: Gabriele Marchese. Il quale ha inaspettatamente parlato di superamento dei dissapori, che vengono da lontano. Probabilmente il sindaco si rende conto che la soluzione Tony Mariotti è impraticabile e mira anche a ricucire con la parte avversa, forse per avere un po’ di pace all’interno della sua Amministrazione. Una pace cercata anche dall’area di Mariotti (Arnaldo) e di Boschetti &amp; Cilli, che vogliono che l’Amministrazione arrivi a scadenza (del resto i consiglieri di riferimento hanno votato l’ultimo bilancio). Il punto è che la pace del futuro passa attraverso il chiarimento del passato. E il chiarimento può esserci solo se una delle parti belligeranti convince l’altra sulle ragioni che l’hanno indotta ad aprire il fuoco o se fa un passo indietro. Ma l’orgoglio bellico consente che si dica “ho sbagliato” ? Nella lunga storia politica locale solo un precedente va in questo senso ed è la dichiarazione del sindaco Altieri, che sette giorni dopo il tre luglio del 1982 (in cui era stato eletto in Consiglio comunale contro il candidati designato dal suo partito) ammise che “spesso l’uomo si rende protagonista di atti che vanno oltre la sua volontà”. Altieri restò sindaco per altri tre anni (appoggiato dal suo partito) e poi aprì le porte alla prima ed alla seconda Giunta Mariotti, tornando primo cittadino lui stesso sette anni dopo quell’atto. Invece negli altri contrasti tra coalizioni politiche e sindaci, costoro restarono sulle proprie posizioni, perdendo le rispettive poltrone. Evaristo Sparvieri si dimise contro la Dc nel ’70, Arnaldo Mariotti contro il Psi nel ’86, Carlo Cardarella contro il Ramoscello nel ’88 ed Alfredo Bucciantonio contro una parte della Dc e del Psi nel ’93. Di essi solo Mariotti ha continuato la sua carriera. Quello in corso è dunque un passaggio politico dirimente per il Pd e per i suoi uomini. Dal nome (o dai nomi) del reggente (o dei reggenti) si capirà se reggeranno gli equilibri nell’Amministrazione in carica ed alle prossime elezioni comunali (…e non solo…).</span></p>
<p>O.d.S.<br />
<em><br />
</em></p>
<p> </p>
<p><em> </em></div>
</td>
</tr>
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