Tufillo: presentato il libro “Tufillo, itinerari di visita e profilo storico” di Ernano Marcovecchio e Giovanni Artese
Il libro in 80 pagine condensa due aspetti chiari: un itinerario turistico tra arte, urbanistica e natura e una sintesi storica dalle origini ad oggi. Esso offre una identità del paese e il sindaco Marco Monaco, come ha dichiarato nel suo intervento di saluto e ringraziamento, intende utilizzarlo per entrare nel circuito dei borghi più belli d’Italia e inviarne copia a tutti i cittadini compresi i residenti all’estero.
La speranza, secondo il parroco don Rino, è che l’opera certosina, con i suoi itinerari, memorie e aperture al futuro, possa contribuire a portare più gente a Tufillo, dove ogni visitatore è affascinato dal portale della Chiesa di Santa Giusta.
Da navigato giornalista e moderatore Orazio Di Stefano ha stimolato i due autori ed anche il pubblico interessato con domande, oltre che sulle finalità dell’opera, anche su alcuni passaggi storici più complessi.
“Innanzitutto – ha affermato Ernano Marcovecchio – è importantissimo credere in se stessi. Non possiamo credere che non abbiamo nulla ; se uno ha costruito nel passato, un altro può costruire anche oggi. Dobbiamo meritarci un apprezzamento ponendoci degli obiettivi che pensiamo di raggiungere”.
Vicende alterne si sono avute nel Medio Evo legate alla storia del territorio: hanno lasciato il segno nella vallata del Trigno i Longobardi del Ducato di Benevento, i Benedettini, i Cistercensi e gli Agostiniani.
La guerra dell’ottobre novembre del ’43, che ha visto questa parte della vallata del Trigno teatro del fronte in cui si opponevano tedeschi in ritirata e l’VIII Divisione Indiana, ha cambiato molte cose, perché con la guerra nulla è come prima.
Tufillo si spopola come gli altri comuni che guardano la vallata dl Trigno, ma anche nel passato si è registrato lo spopolamento. Un aumento di popolazione si ebbe con gli Albanesi, ma oggi, per lo sviluppo economico costiero, si ricerca nelle cittadine della costa una vita più gradevole, quindi incide fortemente la componente psicologica; occorrono motivazioni forti per restare e affrontare il pendolarismo.
Il futuro è aperto a molte possibilità, se si pensa che l’Italia è stata fatta 150 anni fa e si festeggia l’evento, ma gli Italiani non sono ancora fatti. Il Meridione, che sotto i Borboni aveva una sua politica estera ed economica, è stato conquistato ed ha reagito in parte con il brigantaggio domato, almeno quel gruppo facente capo a Pomponio di Liscia, dal brigadiere dei carabinieri Chiaffredo Bergia.
Le motivazioni della elegante costruzione del palazzo Bassano si devono al fatto che il marchese viveva a Napoli ma voleva, in proporzione al suo potere economico, imitare il re di Napoli che aveva fatto costruire palazzi e regge, come quella di Caserta. Proprio al ‘700 risale l’attuale assetto urbanistico di Tufillo.
Negativa è stata la separazione del Molise dall’Abruzzo: essa ha comportato innanzitutto un nuovo impianto amministrativo, stradale e di servizi vari che ha interrotto quei legami, ad esempio matrimoniali, con i paesi dirimpettai del Molise, come Montemitro.
Insegna qualcosa la storia? Nel 1912/13 era stato approvato il progetto per la costruzione della ferrovia da San Salvo a Boiano: non è andato in porto per gelosia, campanilismo e richieste assurde dei Comuni che non si sono messi d’accordo sulle stazioni. Si pensi che il primo tedesco in motocicletta, giunto a Celenza qualche giorno prima dell’occupazione iniziata il 15 ottobre del ’43, chiedeva informazioni, con carta topografica in mano, sulla stazione ferroviaria in prossimità di Canneto.
L’associazione dei Feudi del Trigno, nata dall’idea di Ernano Marcovecchio quando era sindaco, aveva visto la partecipazione entusiastica dei molti comuni dirimpettai del fiume Trigno convinti di mettere insieme, a fini turistici soprattutto, le risorse per far conoscere i propri tesori artistici e naturali.
Superare le difficoltà odierne è compito dei politici, ma anche la classe intellettuale è in difficoltà.
Bisogna che i Comuni si guardino ed operino come un comune unico, questo è il messaggio finale dell’incontro per invertire la tendenza allo spopolamento.
La lettura del libro, piacevole e scorrevole, grazie anche alle preziose fotografie, dà la sensazione di compiere un viaggio immaginario tra i tesori artistici e gli itinerari interni e naturali del territorio di Tufillo oltre che proiettarci nella vita d’altri tempi. Come guida durante un giro turistico è uno strumento prezioso per apprezzare meglio questo paese dall’impianto urbanistico-architettonico originale e interessante e far gustare quei particolari artistici descritti con competenza e dettati da sensibilità e attenzione alle cose belle.
Rodrigo Cieri















