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Categoria: Politica

Silvio Paolucci e Fabio Ranieri sono i candidati alla carica di Segretario regionale del Pd

Alla scadenza dei termini sono giunte due candidature in Abruzzo alla carica di segretario regionale del Partito Democratico. Sono quelle di Silvio Paolucci, che è sostenuto a livello nazionale sia da Pierluigi Bersani, sia da Dario Franceschini, e di Fabio Ranieri, sostenuto invece dal senatore Ignazio Marino. Le candidature “spontanee” sono state ratificate oggi dalla Commissione regionale per il congresso del Pd, presieduta da Stefania Misticoni. Lo stesso organismo si riunirà, inoltre, alla presenza dei presidenti delle Commissioni provinciali per il congresso al fine di cominciare a fissare la tempistica delle assemblee. Fabio Ranieri, espressione dell’esecutivo del Pd aquilano, rompe un po’ la monotonia cui si avviavano le elezioni del Segretario regionale. Inizialmente si pensava ad una lista unica capeggiata da Paolucci, attuale Segretario, subentrato “in corsa” dopo le dimissioni di Luciano D’Alfonso e democratico è opporre a Paolucci un “contraltare”, ma la vittoria riconferma di Silvio Paolucci sembra scontata.
Sul sito www.pdabruzzo.com trovate il Documento programmatico già pubblicato da Silvio Paolucci (quello di Ranieri non è ancora stato pubblicato) e il Regolamento per l’elezione del Segretario dell’Assemblea regionale.

Categoria: Politica

Nuove Giunte a Vasto e San Salvo, quante analogie!

I riassetti di Giunta, a Vasto e San Salvo, non hanno portato la calma sperata dai sindaci Lapenna e Marchese, che però a suon di comunicati stampa fanno sapere che “va tutto bene, la maggioranza c’è ed è coesa, la nuova Giunta sta già lavorando alacremente ed ha adottato importanti provvedimenti”. Informazioni speculari, insomma, quelle che escono dai Palazzi di Città di Vasto e San Salvo, ma poi alcuni fatti smentiscono quest’aura di serenità e compattezza e da una parte e dall’altra c’è qualche consigliere che fuoriesce dal proprio gruppo politico e si proclama indipendente, qualcun altro che pur rimanendo in maggioranza sottolinea che voterà di volta in volta le proposte della nuova Giunta, secondo coscienza e senza più dare appoggio incondizionato al Sindaco.
Che si parli di Vasto o di San Salvo, che a parlare sia Lapenna o Marchese, poco cambia.
Altra analogia: il fatto che entrambi i sindaci abbiano tenuto per sé, dopo il rimpasto, le deleghe più importanti. Turismo, Pianificazione e urbanistica e Commercio per Lapenna, Lavori Pubblici, Manutenzione e Personale per Marchese. Un modo ulteriore per aver tutto sotto controllo ed imporre le proprie decisioni, chiosano le rispettive opposizioni (ma pure qualcuno delle maggioranze).
E poi ci sono i comunicati stampa, dicevamo, dove le formule di rito annunciano il “rilancio dell’azione amministrativa”, il “rinnovato entusiasmo”, “un atto dovuto alla cittadinanza per sanare malumori e arginare personalismi”.  (continua)

Categoria: Politica

Una riflessione politica (di E. Di Cola)

San Salvo - Come gran parte dei cittadini, anche a me capita spesso di entrare in un qualsiasi locale pubblico e di rendermi conto delle numerose riviste, quotidiani e settimanali locali, sia essi di destra, di sinistra e di centro, che oramai vengono fatti stampare e circolare in migliaia di copie. Se poi volessimo considerare i vari siti e testate Internet locali, che ci informano quotidianamente su fatti e persone del nostro territorio, non possiamo certo affermare che manca informazione (le perplessità restano sulla “qualità” della stessa, ma qui si aprirebbe un ragionamento lungo, che mi piacerebbe affrontare in un’altra occasione). Io che mi ritengo un attento lettore, con la passione per la politica e a causa della mia formazione professionale, cerco sempre, tempo permettendo, di leggerli e ‘navigarci’ su tutti.
Ultimamente uno di essi mi ha colpito in modo particolare.
Mi riferisco alle riflessioni fatte dall’On. Arnaldo Mariotti, persona che ritengo competente e astuta, e apparse anche sul Territorio (versione cartacea di lunedì 20 luglio, ndr) e dau cui ho tratto alcuni spunti, che vorrei sottoporre ai lettori.
Lo scenario che l’Onorevole fa della politica italiana è quello giusto, quindi bisognerebbe che tutti, e ripeto TUTTI, accogliessero a piene mani l’invito di “tornare a praticare la politica delle risposte generali e collettive e non quella diseducativa, personale e clientelare, dove i cittadini sono destinatari di diritti e non clienti ai quali promettere favori”.
Per poter far questo però, bisogna rinnovare la politica, tornare alla selezione (seria) della nuova classe dirigente, quale rappresentanza di interessi di categorie, di territori e di generazioni. Tutto questo si tramuta nel libero diritto dei cittadini, che poi sono anche elettori, di associarsi in partiti per partecipare democraticamente alla determinazione della politica e in altre parole alla elaborazione di proposte per soddisfare il bisogno della collettività. Rinnovare la politica significa che alla politica occorre il “giovane”, l’entusiasmo, la determinazione. Questo non deve per forza significare “l’affossamento del vecchio”, ma far si che le due generazioni viaggino in parallelo, dove all’una si affianchi l’altra, portando con se tutte le esperienze maturate negli anni. (continua)

Categoria: Editoriale

La crisi c’è (di M. Codagnone)

Sarà un autunno difficile. Continuano a crescere il numero delle persone in cassa integrazione e in mobilità. Il Paese avrà una forte contrazione del reddito e dell’occupazione e i prossimi mesi saranno molto pesanti. Serve una seria politica industriale, il sostegno all’occupazione, l’estensione e l’allargamento degli ammortizzatori sociali, il raddoppio delle settimane dell’utilizzo delle cassa integrazione ordinaria, contrastare i licenziamenti. Per gestire con equità questa crisi serve una nuova politica dei redditi che attraverso il fisco garantisca una più equa re-distribuzione delle risorse e sposti sui lavoratori dipendenti e sui pensionati riduzioni fiscali significative.
Serve un contratto nazionale forte che difenda il potere d’acquisto dei lavoratori e va cambiato l’accordo separato sulle regole contrattuali che la CGIL non ha firmato perché indebolisce il contratto nazionale e non rafforza la contrattazione aziendale, soprattutto in questa situazione di crisi. (continua)

Categoria: Notizie

Tagli dei Fondi UE, il centrosinistra della Provincia di Chieti protesta

Chieti - I gruppi del Partito Democratico, di Sinistra e Libertà, Italia dei valori e Rifondazione comunista denunciano la decisione della Regione di aver ridotto l’Asse 4 dei fondi strutturali riservati ai Progetti integrati territoriali (Pit) destinati agli enti pubblici e alle aree interne da 28 a 5 milioni di euro. In tale contesto la provincia di Chieti, che per i tre ambiti aveva ottenuto 16 milioni di euro, ne riceverà solo sette.
“Una decisione molto grave - hanno detto questa mattina il capogruppo del Pd Camillo D’Amico, la capogruppo di Italia dei Valori Eliana Menna e il consigliere provinciale del Pd Angelo Radica nel corso di una conferenza stampa - perché vengono tolte risorse allo sviluppo che vengono invece dirottate per la ricostruzione mentre sarebbe necessario prevedere risorse aggiuntive in favore delle popolazioni e delle imprese colpite dal sisma”.
Gli esponenti dei gruppi di centro sinistra alla Provincia di Chieti presenteranno un ordine del giorno che impegna il presidente Enrico Di Giuseppantonio a rappresentare alla Regione le difficoltà che un tale “taglio comporta per l’economia della Provincia”. Le risorse, in origine destinate alla produzione di energia alternativa da parte dei Comuni, alla valorizzazione dei beni archeologici e culturali di proprietà dei Comuni montani e delle imprese turistiche aventi sede nei comuni montani verranno gestite direttamente dalla Regione Abruzzo per la ricostruzione post terremoto a L’Aquila.
“La decisione della Regione, non concordata con le Province – è stato aggiunto - comporterà effetti negativi sia nei bilanci dei piccoli comuni che avevano già inserito le opere nel programma delle opere pubbliche sia su tante piccole imprese turistiche che vedono sottratte risorse finanziarie per investimenti e strutture pubbliche”. (Fonte: AGI) (continua)

Categoria: Notizie

A Cupello gli ambientalisti protestano durante un convegno. Il Commento di D’Amico, cupellese doc

IL FATTO: Mercoledì 22 luglio, presso la sala consiliare del comune di Cupello, si è tenuta una tavola rotonda dal titolo “Abruzzo, quale futuro?” alla quale hanno partecipato il presidente della regione Giovanni Chiodi, quello della provincia Enrico Di Giuseppantonio, di Confindustria Abruzzo Calogero Marrollo, l’ingegnere ambientale Matteo Paradiso, il ministro Remo Gaspari e Silvio Bellano, presidente C.V.D.C., organizzatore e promotore ufficiale dell’iniziativa. L’iniziativa passata sotto silenzio sia rispetto alla cittadinanza tutta che alle istituzioni ed alle forze politiche e sociali locali ha avuto un epilogo inaspettato a causa dell’intemperanza di taluni gruppi di ambientalisti ivi presenti che, ponendo legittimi chiarimenti su questioni pertinenti il convegno stesso e non ottenendo risposte esaustive dai relatori, si sono lasciati andare a contestazioni che hanno prodotto un clima teso il quale ha richiesto l’arrivo delle forze dell’ordine ed un’ingloriosa conclusione della manifestazione. La cronaca, tra l’altro, racconta che il presidente Chiodi è dovuto andare via sotto scorta. (continua)

Categoria: Notizie

La TeleNovella: “Il semaforo intelligente”

È esatto, mi sono informata, si chiama proprio così:”semaforo intelligente”! È stato installato dall’attuale amministrazione Venosini sulla strada provinciale “Via Giovanni Paolo II”, che costeggia a latere il paese e dove il traffico è irrilevante, poche le abitazioni, lontano l’incrocio, assenza assoluta di strisce pedonali. Insomma, non si sa voluto da chi né perché.
Dovrebbe avere il compito e la funzione, pare, di rallentare la corsa, sia in discesa ma anche… in salita, degli eventuali automobilisti quando essa dovesse superare la velocità di 50 km orari.
Questa iniziativa, oltremodo intelligente, visto che parliamo di semaforo intelligente e che rispetto ad altri normodotati potrebbe magari anche essere in grado di riconoscere le persone e quindi di operare una selezione fra quelle che possono passare e quelle che no, mira a soddisfare la realizzazione di quella politica di radicale rinnovamento progettata e prospettata da questa amministrazione già in campagna elettorale e che prevede nell’immediato la nascita del parco eolico (cui dedicheremo molte puntate) in località “Il Monte”. L’amministrazione ha chiarito, a chi ha osato obiettare il buon senso, che ha ottemperato alle leggi e le leggi – si sa - vanno rispettate sempre e dappertutto. Lo scippo dei terreni gravati da uso civico con provvedimenti di reintegra a danno dei cittadini del luogo e della vicina San Giovanni Lipioni passa per imposizione di legge. (continua)

Categoria: Interviste

Intervista a Luciano Cilli dopo la sua clamorosa estromissione dalla Giunta sansalvese

San Salvo – Luciano Cilli non se lo aspettava. Lo dice più volte, lo ribadisce con amarezza e stupore. “Perché fino a poche ore prima dell’azzeramento della Giunta – dice – io e Gabriele Marchese eravamo stati insieme a visionare dei cantieri e davvero non potevo immaginare questo cambio di fronte e, soprattutto, con le motivazioni addotte, visto lo stretto rapporto di collaborazione e appoggio che esisteva tra noi”. Cilli, non se lo aspettava lei e non se lo aspettavano i cittadini di San Salvo, ma di fatto la sua estromissione dalla giunta Marchese c’è stata e a questo punto si sarà dato una spiegazione… Francamente sono ancora incredulo, anche perché le dichiarazioni di Marchese non hanno alcun fondamento. Lui ha dichiarato in pubblico che c’erano state delle frizioni, che io non godevo più dell’appoggio della maggioranza, con cui peraltro c’era una frattura. Non ritengo veritiera nessuna di queste dichiarazioni e lo dimostrano le centinaia di attestazioni di stima e solidarietà che ho ricevuto in questi giorni, appena è divenuta ufficiale la notizia della mia estromissione. Mi hanno chiamato in tanti, della maggioranza e della minoranza, così come hanno fatto moltissimi cittadini.
Dunque non è vero che tra lei e la maggioranza in Consiglio ci fossero delle fratture?
Non mi risulta affatto, anzi, il mio operato è sempre stato avallato dalla maggioranza e posso anche dire di non aver ricevuto neppure le critiche della minoranza. Del resto le scelte relative al mio assessorato sono sempre state condivise col Consiglio e sono frutto della stretta e serena collaborazione tra me ed il Sindaco. Ammetto che ci sono stati, tra me e Marchese, anche dei momenti di scontro, ma relativi unicamente a scelte tecniche e amministrative, nulla che oggi giustifichi questo comportamento. Marchese sostiene che alcuni in Giunta fossero troppo attaccati alla sua poltrona, che era il caso di rinnovare per non creare pericolose abitudini…
Beh, se c’è qualcuno che ha dimostrato forte attaccamento alla poltrona è proprio lui, perché se proprio si sentiva sfiduciato aveva la possibilità di riportare la città al voto, invece ha scelto lui per tutti e lo ha fatto in maniera arbitraria, non tenendo conto della scelta espressa col voto dagli elettori, “facendo fuori” gli eletti. Ribadisco, questa è una cosa grave, perché non solo si esautora una precisa volontà popolare, ma la si sostituisce con la propria.
In un’intervista rilasciata a Orazio Di Stefano lei è stato molto duro nei confronti del Sindaco, arrivando a scusarsi ironicamente per essere stato la causa dei suoi “complessi di inferiorità”. Parole forti…
Ma è stato lui a dire pubblicamente che lo adombravo e mi anteponevo a lui… e mi dispiace sinceramente se ha sofferto per questo. Se poi Marchese ritiene che tener fede all’impegno assunto con gli elettori, essere sempre presente e disponibile con la cittadinanza, lavorare e impegnarsi per stare al servizio della gente e dello stesso Sindaco, equivalga ad anteporsi a lui, allora sì, mi sono anteposto. A me dispiace solo una cosa, sinceramente…
Quale?
Che in questi anni abbiamo sempre amministrato insieme, che le nostre proposte sono sempre state condivise, ma soprattutto che tutti sanno che Luciano Cilli è sempre stato al servizio della città di San Salvo, che ho una storia politica che dura da 23 anni e nessuno mi ha mai regalato niente, che sono stato il primo degli eletti del mio partito e tutto questo oggi è stato sconfessato senza validi motivi se non, mi sembra di capire, una sorta di rivalità sul piano personale. E questo rende il tutto ancora più grave.
In effetti lo stupore è per questa scelta è abbastanza diffuso. Molti dei nostri lettori hanno espresso perplessità scrivendo alla nostra redazione, alcuni accusano Marchese di aver effettuato una scelta che non palesa nessuna convinzione e che rischia di far fallire questo suo secondo mandato…
Sì, è un sentore diffuso. Marchese ha messo a forte repentaglio il centrosinistra sansalvese. I toni, in Consiglio, sono diventati piuttosto aspri. Oggi in Consiglio c’è una maggioranza che scricchiola, che semmai si fida ancor meno di quella che Marchese ha azzerato, che aspetta di vedere volta per volta cosa proporrà il Sindaco prima di appoggiarlo. Diciamolo pure che con l’estromissione di Menna, Cilli e Mariotti c’è una maggioranza che nulla ha a che fare con quella delle elezioni. Penso, ad esempio, alla delega al Commercio, affidata ad un assessore che non è stato eletto, forse sulla base di un curriculum particolare… ma non è questo che legittima una nomina. Come l’ha fatta questa scelta? Li ha consultati i partiti? O ha agito come sulla base di un colloquio di lavoro? Ci rendiamo conto di quanto sia antidemocratico questo atteggiamento? Senza contare che oggi al governo di San Salvo ci sono persone che hanno fatto e rifatto liste civiche, mentre questa città ha votato una maggioranza che oggi il Sindaco col suo strapotere ha buttato fuori.
Come intende continuare la sua azione politica, ora?
Ora voglio senza dubbio pensare al Partito Democratico di San Salvo, che dopo questa mazzata rischia un ulteriore depauperamento e gravi conseguenze e fare sì che le persone serie e oneste che compongono la nostra forza politica e che da sempre lavorano in prima linea per il bene della città, e non per scopi personali, possano continuare a portare avanti le istanze dei cittadini. Mi permetta, infine, un appello… Prego…
Mi rivolgo alla maggioranza in Consiglio: riflettiamo attentamente su quanto è successo, su come questo modo di fare politica sia punitivo per il Partito e per la città e ricordiamo sempre che abbiamo dei doveri nei confronti dei cittadini. Ci hanno chiesto delle cose, eleggendoci. Dobbiamo tener fede agli impegni presi e seguendo la direzione segnata oggi da Marchese sarà impossibile farlo proprio perché il Sindaco, nelle sue scelte, non ha tenuto conto della volontà espressa col voto dai sansalvesi.

Categoria: Politica

San Salvo, Marchese naviga a vista e si annuncia tempesta

San Salvo – Giunta nuova di pacca a San Salvo, con una squadra di governo pienamente operativa, che ha persino già approvato il Conto Consuntivo. Il sindaco Gabriele Marchese, dopo l’azzeramento totale del suo esecutivo, ha presentato alla stampa e ai cittadini i nuovi collaboratori scelti. I nomi, ormai noti, sono quelli di Angela Di Silvio (Vice Sindaco, Politiche Sociali, Pubblica Istruzione, Sanità ), Gabriele Di Lallo (Attività Produttive, Mobilità urbana), Domenico Di Stefano (Urbanistica, Pianificazione territoriale, Edilizia, Polizia Municipale), Francesco Mazzaferro (Strategie di sviluppo Economato, Bilancio, Patrimonio, Tributi), Mauro Naccarella (Cultura, Turismo, Sport), Nicola Sannino (Ambiente, Anagrafe). Il sindaco Marchese ha tenuto per sé la delega a Lavori Pubblici, Manutenzione e Personale.
Ora, al di là delle chiacchiere di circostanza, dei teoremi più o meno astratti sul “rinnovamento”, della volontà di trasparenza e quant’altro, resta un fatto incontrovertibile: lo stupore della città, degli elettori e pure degli eletti, in maggioranza e in minoranza, per le estromissioni eccellenti di Cilli, Menna e Mariotti, i primi tre eletti in rappresentanza di Pd, Sd e Socialisti. Come dire: “proviamo a smembrare il centrosinistra sansalvese”.
Ci sono buone probabilità di riuscita, in questa sorta di harakiri del sindaco, non fosse altro perché ci sembra di capire – stando alle dichiarazioni di alcuni Consiglieri che proprio non hanno condiviso la scelta del primo cittadino – che una maggioranza reale non esiste più, che essa si esprimerà volta per volta in Consiglio e non necessariamente appoggiando Marchese. (continua)

Categoria: Notizie, Politica

Vasto, questa settimana la nuova Giunta?

Vasto – Il “Lapenna Ter” sarebbe in dirittura d’arrivo: da quanto si apprende nei corridoi di Palazzo di Città la nuova Giunta di Vasto già questa settimana la città potrebbe avere il nuovo esecutivo. Mancano solo le consultazioni politiche con Italia dei Valori che, a quanto pare, pretenderebbe qualche poltrona in più e vorrebbe estromettere l’assessore Francescopaolo D’Adamo, che si dice “pronto a restare o a lasciare, a seconda delle indicazioni del Partito, ma solo se questo saprà motivare questa seconda ipotesi”.
“Ma i numeri ci sono già – assicura il sindaco Lapenna – e la maggioranza è ancora compatta”.
Prova ne è che il Conto consuntivo, uno dei punti all’ordine del giorno dell’assise dello scorso venerdì, è stato approvato in prima convocazione e all’unanimità, a dispetto di quanti pensavano che il Consuntivo non avrebbe avuto il via libera. Qualcuno, però, insinua il dubbio che se la nuova Giunta fosse stata presentata prima dell’ultimo Consiglio, gli “scontenti” avrebbero potuto fare le proprie rimostranze non votando il Consuntivo. (continua)